Boat tours ad excursions
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“Sedevano un dì fra’ boschetti d’aranci, sulla pendice a’ cui piedi è Sorrento; e la brezza moveva da’ rami e dalle foglie una musica di suoni e di fragranze; mentre di sotto alle verdi ombrelle rideva il golfo di Napoli, e dal ciclo azzurro traluceva il Paradiso”. (Augusto Conti)

MOLO DI PARTENZA DAL AL PARTENZA RITORNO
Sorrento 01/ Aprile 31 Ottobre 09:00 19:15

FORMULA ALL INCLUSIVE

Sea Itinerary

Il tour parte dalla Marina Grande si Sorrento, un antico borghetto di pescatori. Esso è separato dal resto della città da un promontorio su cui un tempo sorgeva la villa del nipote di Augusto; vi si accede attraverso un’antica porta (del III secolo a.C.) in grossi blocchi di roccia calcarea. La leggenda vuole che i pirati turchi saccheggiarono Sorrento penetrando proprio attraverso questa porta lasciata aperta di notte da un servo traditore.
Dopo pochi minuti è possibile ammirare “i Bagni della Regina Giovanna”, uno dei luoghi più incantevoli di questa bellissima e rinomata cittadina costiera.
Il paesaggio è composto da un’enorme scogliera che racchiude un’incantevole piscina naturale, circondata da macchia mediterranea e tanta bellezza, a cui si accede dal mare attraverso un arco di roccia. Il nome del luogo deriva dall’abitudine della Regina Giovanna, sovrana di Napoli nella prima metà del 1300, di venire a fare il bagno nella minuscola laguna naturale, al riparo da occhi indiscreti.
La leggenda narra che qui la Regina Giovanna si intrattenesse con i suoi “aitanti e giovani” amanti gettandoli poi dalle rocce circostanti affinché non raccontassero dei loro incontri segreti. E’ possibile poi giungere alla Baia di Ieranto, un’area naturale inserita nell’Area Marina Protetta di Punta Campanella e che appartiene, per più di metà, al FAI. Una meravigliosa insenatura posta proprio di fronte i Faraglioni di Capri, che si divide in Baia Grande e Baia Piccola, separate da Punta Capitello. Alcune leggende raccontano che l’incanto di questo luogo è dovuto alle sirene che vivevano tra le sue acque cristalline ed è facile immaginarle a giocare tra questi scogli. Lo è stato anche per Norman Douglas, che qui, nella sua Casa Silentium, ha scritto Siren Land.

Si giunge successivamente al largo della Marina di Puolo, che trae il suo nome dal romano Pollio Felice, illustre esponente di una nobile famiglia di Pozzuoli e proprietario di una villa i cui ruderi sono ancora visibili nelle vicinanze, in località Calcarella. Il piccolo borgo è costituito per lo più da case di pescatori. La spiaggia, con panorama sul Vesuvio, ha una superficie fatta in prevalenza di ciottoli e sabbia. E poi Capo Massa, località di Massa Lubrense, sul cui promontorio spicca Villa Angelina, dimora del grande armatore Achille Lauro; proprio qui, dal grande belvedere a picco su mare, il Commendatore era solito seguire la navigazione delle sue navi che, in partenza dal porto di Napoli erano solite deviare la rotta per rivolgere il famoso “inchino” di saluto (3 fischi lunghi) alle famiglie degli equipaggi imbarcati.
Continuando la navigazione è possibile ammirare l’antico borgo marinaro di Marina della Lobra, racchiuso in un’insenatura naturale della costa e sovrastato dal Santuario della Lobra, a cui deve il suo nome. L’abitato, un agglomerato di case variopinte, popolate ancor oggi in prevalenza da pescatori, si sviluppa tutt’intorno alla gradinata che conduce dalla chiesa fin giù al mare, e offre agli occhi del visitatore uno spettacolo senza dubbio pittoresco, nel suo insieme di suoni, colori e odori dal fascino tipicamente Mediterraneo. Il porticciolo della Lobra è protetto a Ovest da una scogliera che poggia sulla parete rocciosa di capo Corbo dominata da Torre Toledo che fa parte del sistema di torri di avvistamento saracene disposte lungo la costa in epoca aragonese.
Proprio di fronte a questo piccolo porto naturale sorge lo scoglio del Vervece. Il suo nome deriva dal latino vervex, “caprone”, un vero e proprio santuario marino. Ai piedi dello scoglio è posizionata una Madonnina (questa statua fu posta su una parete dello scoglio, a 12 metri di profondità , nel 1975 per volere di Enzo Maiorca, che l’anno precedente aveva ottenuto il record mondiale di profondità in apnea proprio nella specchio d’acqua intorno al Vervece), tutti gli anni, infatti, la prima o la seconda domenica di settembre, alla presenza delle massime autorità cittadine, dopo una celebrazione liturgica, i sub depongono una corona di fiori intorno alla Madonna in memoria delle vittime del mare. L’immersione in un paradiso naturale, nel blu del golfo di Sorrento, l’incontro e la preghiera con la Madonnina che stringe in mano il rosario con la dolcezza di una madre premurosa, è un’esperienza indescrivibile.
Prima di raggiungere Punta Lagno propriamente detta, la costa forma un’insenatura, ‘a Cala ‘e l’Acqua o ‘a Piscina, e presenta una parete non troppo alta, ma a picco. Nella parete a picco sulla destra si vede invece sgorgare da una ritenuta in pietra viva, un piccolo salto d’acqua, una volta potabile, che da il nome alla baietta. La roccia è coperta di muschio e l’acqua gelida della Cascatella trasuda anche dalla parete. Pare che quest’acqua sia stata convogliata lì molti secoli fa per mezzo di un acquedotto con lo scopo di approvvigionare le imbarcazioni che si recavano a Punta della Campanella e a Capri.
La nostra navigazione continua sino a Punta Campanella, un territorio di storia e leggende: secondo l’Odissea qui Ulisse incontrò le Sirene ammaliatrici, i Greci vi innalzarono un tempio alla dea Atena, poi convertito dai Romani al culto della dea Minerva. Nel 1300 qui fu costruita una torre che aveva lo scopo di avvistare e lanciare l’allarme in caso di incursioni dei Saraceni che arrivavano dal mare. Sulla cima della torre fu messa una Campanella che suonava in caso di allarme propagando il segnale alle altre torri posizionate lungo la costa. Sul pianoro di Punta Campanella e visibile una fenditura nella roccia da dove parte un’impervia scalinata che porta fino ad una scogliera collegata a grotte e anfratti sul livello del mare. Qui attraccavano le navi cariche di libagioni da offrire alla dea Minerva. Alzando lo sguardo lungo il costone roccioso, con un po’ di attenzione potete scorgere una scritta in Osco incisa sulla pietra che indicava il punto di approdo per il Santuario della Dea Minerva. Dal 1997, per la ricchezza dei suoi fondali è diventata area marina protetta.
Prima di giungere a Positano non può mancare una sosta nella baia di Nerano, un lembo di costa dove approdava da Capri l’imperatore romano Tiberio Nerone. Egli, si narra che, colpito della bellezza della Marina del Cantone, decise di costruirvi una ulteriore villa oltre alle dodici capresi. Dal nome dell’imperatore, viene “neronianum”, e quindi, l’odierna Nerano.

Già in epoca romana, infatti, Nerano era per le famiglie patrizie il luogo dove erano solite trascorrere lunghi periodi di vacanza: un’abitudine che non si è persa, visto che la spiaggia di Nerano è oggi una delle mete predilette degli abitanti della zona.
Accanto alla spiaggia principale ci sono anche la spiaggia di Recommone e Baia di Ieranto.
Marina del Cantone è la baia di Nerano, un arenile ampio, con zone libere, stabilimenti balneari e ristoranti costruiti su palafitte sul mare.
L’esposizione a sud e le montagne che la riparano dal vento fanno sì che qui sia possibile godersi, fino a tardo pomeriggio, le belle giornate di sole da fine marzo a ottobre inoltrato. Infatti, nella parte sinistra della spiaggia il sole tramonta circa un’ora più tardi rispetto alla parte destra. L’acqua di questa costa è sempre pulitissima e gradevolmente fresca.

Si giunge, infine, a Positano, un dedalo di vie ai piedi dei Monti Lattari. La disposizione delle case dà l’impressione di essere perennemente in bilico prima di scivolare a mare. E’ un luogo che sprigiona un acrobatico e indimenticabile fascino, punto d’arrivo di flussi internazionali, è nota anche per essere centro di moda caratterizzata dall’inimitabile pregio artigianale. La Marina Grande è la spiaggia principale di Positano: uno scenario da cartolina e una frequentazione cosmopolita, un grande arenile di quasi 300 metri, con di fronte le isole de Li Galli e alle spalle la cascata di casette colorate. Tra il mare e la roccia si arriva infine alla spiaggia di Fornillo, elegante cuore di Positano e punto di ritrovo prediletto di chi cerca una spiaggia più tranquilla e silenziosa rispetto a Marina Grande.

Cultural and Winee Experience

CULTURAL & WINE EXPERIENCE
Dopo la passeggiata per le vie dello shopping di Positano inizia il tour guidato della Primaria Casa Vinicola di Furore, una delle aziende vinicole più importanti della Costiera Amalfitana.
Come assaggiare un vino e sentire il gusto vero e autentico di un territorio straordinario.
La visita comincia dalle cantine e dai vigneti di proprietà dell’azienda, per poi inoltrarsi in un tour enogastronomico che vi consentirà di degustare la varietà di vini estremi (tre tipologie di vino) ed assaggiare le specialità culinarie di Furore.

La Primaria Casa Vinicola di Furore è un’azienda vinicola che produce degli ottimi vini conosciuti in tutto il mondo: i vini della Costa di Furore, ottenuti dalle vigne sdraiate a picco sul golfo di Salerno, ripidi pendii che si rincorrono nel sole e rocce che si tuffano nell’acqua cristallina della costiera Amalfitana. Tra baie ed insenature d’incanto, le vigne della tenuta dominano il Fiordo di Furore affacciato sul Golfo di Salerno.
Amore, passione e tradizione sono i tre elementi che rendono tra i migliori il vino di questa costa. La selezione di uve nobili, la ricerca del giusto grado di freschezza ed umidità unito allo scorrere del tempo, vecchi segreti tramandati da vinificatori del luogo e tecniche di elaborazione all’avanguardia danno vita a vini di elevatissima qualità, stimati in tutto il mondo.

Dal 1980, anno della sua fondazione, l’azienda vinicola si estende lungo 10 ettari di territorio tra viti e rocce a strapiombo sul mare di Furore. L’uva che cresce aggrappata alla roccia di Furore è esposta alla magica azione del sole e del mare della Costa d’Amalfi. Al fascino della geometria dei vigneti dell’azienda, si aggiunge la suggestiva cantina scavata nella roccia. Affacciate sul mare a 500 metri di altezza, le Cantine della tenuta dominano una parte della Costa di Amalfi situata nel Comune di Furore. Le viti, allevate prevalentemente a “pergolato” e spesso piantate sulle pareti rocciose verticali, si estendono su dieci ettari di superficie di cui 3,5 di proprietà.
I Vini estremi sono vini eroici, figli della fatica, del sudore, della laboriosità dell’uomo; sono prodotti in zone spesso sconosciute, geograficamente impervie, talvolta impossibili e coltivati in minuscoli fazzoletti di terra strappati alla montagna, alle rocce, al mare.
Dal Trentino-Alto Adige alla Sardegna, dalla Valle d’Aosta all’isola di Pantelleria, dalla Valtellina alla Costiera Amalfitana, dalle Cinque Terre alle pendici dell’Etna, l’antica Enotria vanta una miriade di vitigni che sono sopravvissuti alle guerre, alle pestilenze, al flagello della fillossera.
Vitigni che, grazie alla tenacia e alla passione di alcuni piccoli grandi vignaiuoli, sono stati strappati all’oblio e che ancor oggi sono in grado di regalare ai cultori di Bacco dei vini straordinari.
Vini carichi di storia e di suggestioni, vini rari (la produzione è di poche migliaia di bottiglie) e preziosi che possono inserirsi a pieno titolo in quelle nicchie di mercato apprezzate soprattutto da quanti amano vini veri, autentici, in contrapposizione ai vini-fotocopia che oggi imperversano in ogni angolo del pianeta.

I vini della Primaria Casa Vinicola di Furore invecchiano in un’antica cantina scavata nella roccia di origine dolomitico-calcarea: un luogo affascinante, umido e fresco, che accoglie le barriques in legno di rovere francese. La vinificazione avviene secondo le più moderne tecniche, in un connubio di natura e tecnologia.
Dalle vigne di Furore nascono vini rossi e bianchi premiati dalla critica ed apprezzati in tutto il mondo. La cantina produce circa 50 mila bottiglie in un anno, di cui il 60% è costituito da vino bianco. I vitigni sono quelli classici della zona Doc di Furore: uve Falanghina e Biancolella formano il Furore Bianco, mentre una composizione di Per ‘e Palummo ed Aglianico dà vita al Furore Rosso.

I VINI

Il Furore Rosso Riserva invecchia 12 mesi in barriques nuove di rovere francese che conferiscono al vino un inconfondibile gusto morbido e ben equilibrato.
Il Fiorduva, un bianco della categoria Vini Estremi, è formato da uve Fenile, Ginestra e Ripoli vinificate con una pressatura soffice e fermentate alla temperatura di 12°C per circa tre mesi.
Dal sapore audace, il Fiorduva è un vino eroico che sa di mare e di roccia, ha il colore dell’oro e profuma di sole.
Ravello Bianco e Rosso nascono dalle stesse uve del Furore, mentre ricalcano la tecnica di vinificazione propria del Fiorduva e del Furore Rosso Riserva. Più precisamente, il Ravello Rosso riposa in barriques nuove di rovere francese ed il Ravello Bianco fermenta a 18˚C per circa un mese in serbatoi di acciaio inox.
Costa d’Amalfi Rosso, Rosato e Bianco sono vini che provengono dai vitigni della zona Doc di Cetara e Raito e sono accomunati da un’elevata resa per ettaro.

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Ore 09:00

Imbarco dal porto della Marina Grande di Sorrentocon Welcome on board dello skipper che parla inglese.
Il tour si apre con la visita ai Bagni della Regina Giovanna, uno dei luoghi più incantevoli di questa bellissima e rinomata cittadina costiera. Il paesaggio è composto da un’enorme scogliera che racchiude un’incantevole piscina naturale, a cui si accede dal mare attraverso un arco di roccia.
Si giunge successivamente alla Baia di Puolo dall’acqua cristallina. La spiaggia, con panorama sul Vesuvio, ha una superficie fatta in prevalenza di ciottoli e sabbia e il suo piccolo borgo è costituito per lo più da case di pescatori.
Protesa verso l’isola di Capri quasi a volerla toccare, contornata da circa 20 Km di costa bagnati dai due golfi di Napoli e di Salerno è possibile ammirare Massa Lubrense con il suo panorama unico e incantevole. Si passa per Capo Corbo e la sua piccola e suggestiva cascata naturale.
E’ prevista poi una sosta per un piacevole tuffo nelle acque cristalline del Fiordo delle Sirene. Cullati dal dondolio del mare sarete condotti alla scoperta di un vero e proprio paradiso dal quale è possibile scorgere gli agrumi di questa splendida terra e, se il vento è favorevole, percepirne addirittura l’odore
Successiva sosta nella famosa baia di Nerano luogo esclusivo, dove è possibile godere di un’acqua pulitissima e gradevolmente fresca.

Ore 12:00

Si arriva a Positano e per le sue caratteristiche viuzze sarà possibile passeggiare, rilassarsi e fare shopping (45 min.). Dopodiché ci si incontra presso Mandara parcheggio per prendere un transfer privato (55 min.) alla volta di Furore

Visita alla (Primaria Casa Vinicola) di Furore e tour enogastronomico (3 ore circa) degustando varie tipologie di vini estremi (tre differenti) per sentire il gusto vero e autentico di un territorio straordinario dalle specialità culinarie uniche.

Ritorno a Positano sempre con transfer privato (55 min.) per poi imbarcarsi nuovamente alla volta di Sorrento

Ore 19:15

Arrivo a Sorrento e sbarco.

* la tariffa si intende calcolata su una base di 10 passeggeri – Formula All Inclusive