Boat tours ad excursions
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Location: Golfo di Napoli
Euro: a partire da €450*
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…Ai miei occhi è, senza nessun paragone, la città più bella dell’universo. (Stendhal)

MOLO DI PARTENZA DAL AL PARTENZA RITORNO
Marina Piccola 27 Marzo 30 Novembre 09:00 18:30

Sulla nascita della città di Napoli è difficile trovare una versione comune tra le tante e diverse storie che studiosi e letterati hanno narrato nel corso dei secoli.
Senza dubbio la protagonista di tutte le leggende sulla fondazione di Napoli è l’ammaliante sirena Partenope che, caduta vittima dell’astuzia di Ulisse, abbandonò adirata il temibile scoglio delle sirene per giungere all’isolotto di Megaride, che accoglie l’attuale Borgo Marinaro, in via Partenope.
La colonia poi, intorno al 470 avanti Cristo, si espanse sulla terraferma fin sul Monte Echia (Pizzofalcone) e prese il nome di Neapolis (città nuova) per distinguerla dal precedente insediamento Palepolis (città vecchia).
Su questo isolotto, oggi collegato alla terra ferma, è stato costruito il Castel dell’Ovo, fortezza a difesa della città. Il suo nome deriva da un’antica leggenda secondo la quale il poeta latino Virgilio, che nel Medioevo era considerato anche un mago, nascose nelle segrete dell’edificio un uovo che mantenesse in piedi l’intera fortezza. La sua rottura avrebbe provocato non solo il crollo del castello, ma anche una serie di rovinose catastrofi alla città di Napoli.
La leggenda circolava già dal 300 d.C.: L’ uovo sarebbe stato sistemato in una caraffa di vetro piena d’acqua protetta da una gabbia di ferro. Questa fu appesa a una pesante trave di quercia sistemata in una cameretta situata nei sotterranei del castello.
Finora ancora nessuno ha trovato l’uovo.
Con la barca si giunge proprio qui da Sorrento ed è possibile farsi il bagno ammirando il Vesuvio come sfondo, un colpo d’occhio di inconsueta bellezza nel panorama del golfo.
Il Vesuvio è un vulcano esplosivo, in stato di quiescenza dal 1944, in posizione dominante rispetto al Golfo di Napoli assieme ai Campi Flegrei posti a nord-ovest della città, è attualmente l’unico vulcano di questo tipo attivo di tutta l’Europa continentale ed è fra i vulcani più pericolosi e studiati nel mondo.
Continuando a navigare la costa di Napoli si costeggia la collina di Posillipo, i cui primi insediamenti risalgono all’epoca greco-romana come attestato dai significativi resti riportati alla luce, prima fra tutte la famosa villa di Publio Vedio Pollione, nel tratto di costa tra la Gaiola e Trentaremi.
Buona parte della zona ha subito pesanti ricostruzioni in seguito alla seconda guerra mondiale, ma ha conservato diversi edifici storici, tra cui Villa Rosebery, residenza di proprietà del Presidente della repubblica.
Sulla punta di capo Posillipo si trova il Parco sommerso di Gaiola, istituito nel 2002 congiuntamente dai Ministeri dell’Ambiente e dei Beni Culturali e che si estende dal porticciolo di Marechiaro alla Baia di Trentaremi, con finalità di protezione sia archeologica che ambientale.
Il particolare che più ha contribuito alla mitizzazione di questo borghetto è la cosiddetta Fenestrella (in italiano finestrella). La leggenda narra che il poeta e scrittore napoletano Salvatore Di Giacomo, vedendo una piccola finestra sul cui davanzale c’era un garofano, ebbe l’ispirazione per quella che è una delle più celebri canzoni napoletane: Marechiare.
Tutt’oggi la finestra esiste, e c’è sempre un garofano fresco sul davanzale, oltre ad una lapide celebrativa in marmo bianco con sopra inciso lo spartito della canzone e il nome del suo autore (morto nell’aprile del 1934).
Prima di terminare il nostro tour è possibile fare un giro fino all’isolotto di Nisida, appartenente all’arcipelago delle isole Flegree, posta all’estrema propaggine della collina di Posillipo, in località chiamata Coroglio. Il suo status di isola, un tempo indiscutibile, viene oggi contestato in quanto da alcuni decenni è collegata alla terraferma da un lungo pontile carrozzabile.
Nisida non è accessibile in quanto ospita l’Istituto Penale Minorile di Napoli.
Lo spazio di mare fra Nisida e Capri è il luogo deputato della tradizione omerica in cui vivevano le sirene che tentarono Ulisse.
In epoca classica vi costruì una villa Lucio Licinio Lucullo, divenuta famosa per le feste e le cene che vi si celebravano.
Aveva qui la sua villa anche Marco Giunio Bruto e sull’isola insieme a Cassio ordirono la congiura contro Cesare.
In epoca moderna, nel XV secolo la regina di Napoli Giovanna II d’Angiò ebbe qui una villa che ben presto venne trasformata in un castello per contrastare la flotta del pretendente al trono di Napoli Luigi II d’Angiò. Il castello di Nisida divenne in seguito uno dei capisaldi della difesa napoletana. Nel XVII secolo, i Borboni riadattarono la struttura per un penitenziario.

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Itinerario

L’itinerario può essere effettuato con il Tornado Eleven e l’Aprea Mare 8.5 Semicabin.

 

 

Ore 9:00

Imbarco dal porto di Sorrento (Marina Piccola) con Welcome on board dello skipper che parla inglese.
Dopo la navigazione di 45 minuti circa si arriva presso il Castel dell’Ovo, ex roccaforte del regno di Napoli.

Ore 10:30

Si percorre tutto il golfo di Napoli da Santa Lucia a Mergellina passando per Posillipo, qui è possibile fare un tuffo con il Vesuvio quale meraviglioso sfondo.
Continuando a navigare la costa di Napoli si costeggia la collina di Posillipo sino alla famosissima “Fenestella e Marechiaro” qui è d’obbligo uno stop per visitare da vicino il simbolo degli innamorati di Napoli.

Ore 13:30

A pranzo ci si può fermare al ristorante A’ Fenestella dove è possibile assaggiare la tipica cucina napoletana, con affaccio sul golfo di Napoli che ha come sfondo l’isola di Capri.
Una volta fatta questa esperienza enogastronomica a terra si reimbarca per rilassarsi e fare un giro sino all’isolotto di Nisida prima di ripartire.

Ore 17:00

Si reimbarca e, sorseggiando Limoncello autoctono, nostro partner commerciale, mentre lo skipper continua a dare cenni storici e pittoreschi della baia di Napoli, si punta verso Sorrento.

Ore 18:30

Arrivo a Sorrento e sbarco.

* la tariffa si intende in bassa stagione su imbarcazione Gozzo Di Luccia 9.5m ed escluso IVA